Gestione Autosabotaggi 4

LA FORMULA PER LA GESTIONE DEL MONDO INTERNO:

Nel precedente articolo ho dato un esempio di gestione del nostro mondo interno, ma visto così potrebbe essere difficile da replicare per altri disagi, allora ho pensato di chiarire un po’ la procedura inserendola in una formula di 3 passi. Non abbattetevi se nonostante vi sia chiara la formula, non riuscite a risolvere il problema. Ricordiamoci che siamo su un cammino e che questo è solo un altro tassello che aiuterà ad integrare parti separate dentro di noi da molto tempo.

1° Passo:

siate consapevoli chi sta parlando dentro di voi, perchè se partite con il dialogo essendo identificati in una voce criticona, fredda o arrabbiata, non andrete lontano. Noi siamo l’adulto che è la somma di due forze, quella del padre e della madre. Il padre rappresenta la presenza intesa come forza, direzione, attività, capacità di penetrazione e di scelta, è una presenza incondizionatamente presente che non giudica. La madre rappresenta l’accoglienza, l’amore, il dono, la pazienza, l’ascolto e il calore. Tutti noi abbiamo queste energie dentro di noi e dobbiamo usarle entrambe durante il dialogo, altrimenti rischiamo di ripetere i schemi dei nostri genitori che abbiamo assorbito nell’infanzia. Anche per imparare questo ci vuole consapevolezza, tempo, amore e pazienza.

2° Passo:

abbiate l’intenzione di parlare con l’adulto in voi (padre e madre) ed agite. Non preoccupiamoci di dover prima cercare le energie del padre o della madre dentro di noi prima di agire, ma basta l’intenzione di comunicare con l’adulto e le energie inizieranno pian piano a scorrere. Probabilmente qualcuno avrà più incastrate le energie del padre, altri della madre, ma va bene. L’importante cercare di offrire con amore al vostro bambino interiore ciò che non ha ricevuto tanti anni fa.

3° Passo:

Quando state per iniziare a dialogare, chiedetevi cosa c’è dietro quella voce (convinzione) o dietro quella emozione (b.int.). Perchè ho questa convinzione, cosa sta proteggendo/evitando, quale paura o dolore? Anche se non riusite a capire il perchè, posso dirvi per esperienza che non occorre sempre prima capire, ma lanciatevi con fiducia e amore nell’esperienza, e spesso vi arriva l’intuizione giusta con l’informazione che prima non avreste potuto mai pensare, a volte addirittura succede di dire cose che non si sapeva nemmeno di conoscere. Quindi coraggio, e ripeto, se avrete ancora difficoltà, è normale. Chiedete aiuto e ciò vi verrà dato.    :-)


E se per caso vi siete chiesti una cosa del tipo: “Ma cosa devo parlarmi così per tutta la vita?”, posso rispondere con: “Assolutamente no.”

Ogni volta che un dialogo viene eseguito con successo, avviene una piccola o grande integrazione fra l’adulto e il bambino. Una volta integrato non occorre più parlare al bambino su quel specifico argomento perchè ormai è connesso con l’adulto e vivono insieme in armonia, nell’Uno. Il motivo per cui ci sono tante resistenze è perchè il bambino ha creato tutte queste voci per motivi di sopravvivenza, e finchè non sentirà la verità e non sentirà la presenza piena dell’adulto, non lascerà andare la sicurezza, seppur dolorosa o limitante, delle voci.

Le voci attivano le emozioni del bambino interiore che di conseguenza alimentano le voci (un circolo vizioso), diventando così sempre più forti e pesanti. Quando diciamo una verità (e qui non intendo grandi verità cosmiche o spirituali, ma semplici verità di ciò che ci è realmente successo nella vita e non quello che crediamo che sia successo), quelle parole si allineano con la forza del nostro Sè, che è Amore, ed è questa energia che scioglie il legame fra voce e bambino.

Perciò, più volte otteniamo un’integrazione, più forza togliamo alle voci (giudizi, critiche, condizionamenti, ecc.), e più siamo allineati col nostro Sè, e il Sè è il custode della vera abbondanza in tutti i campi della Vita.

Gestione Autosabotaggi 3

Come promesso, in questo articolo vi descriverò un’esempio di gestione del mondo interno, cioè dell’adulto, del bambino interiore e delle voci.

ESEMPIO:

da piccoli abbiamo avuto una madre alcolista che a volte ci picchiava e ci giudicava continuamente, mentre il padre era assente. Il problema che vogliamo eliminare è il rimandare le cose e il non riuscire a concretizzarle oppure di non avere la costanza per impegnarsi fino in fondo.

Innanzitutto dobbiamo tenere in considerazione che si tratta di una sofferenza rivissuta per tante volte e per tanti anni, quindi abbiamo represso centinaia di volte dolore, rabbia, paura, ecc. Questo significa che ci vorrà del tempo per sciogliere/guarire queste ferite, quindi armiamoci di pazienza e di amore infinito.    :-)

La convinzione che abbiamo potrebbe essere del tipo: “Ogni volta  che inizio un nuovo progetto con entusiasmo e seguo un piano d’azione, più mi avvicino al successo, al risultato concreto, più sento una resistenza in me e inizio a inventarmi scuse oppure mi arrendo al primo o al secondo grosso ostacolo oppure mi lascio ingolosire di un’altra opportunità.”

A questo punto ci possiamo chiedere:”Come mi sento avendo questo problema?” Probabilmente ci sarà una sensazione di rabbia, leggera o forse intensa, ma anche di altre emozioni. In questo caso scegliamo la rabbia. Osserviamo se per caso la rabbia è accompagnata da altri pensieri del tipo:” Sono stufo/a di queste resistenze. Che pigrone/a che sono. Odio questa parte di me perchè mi sta rovinando la vita.”

A questo punto dobbiamo consapevolizzare il processo e chiederci a chi appartengono questi pensieri: all’adulto, alle voci, al bambino?
In questo caso direi da una o da più voci, che come abbiamo letto nel precedente articolo, nascono sempre da un’esperienza di disagio nell’infanzia. Se si tratta di una voce, sappiamo già in partenza che la convinzione è falsa e che esiste un’altra verità. Ma come possiamo scoprire, conoscere e consapevolizzare questa “verità”?

Il miglior modo è chiederci: “Cosa c’è dietro questa convinzione?”
Quindi nel nostro caso, cosa c’è dietro alla convinzione “non riesco a concludere, sono pigro/a e un fallito/a” ?
Quale dolore, evento, paura si cela dietro a questa convinzione?

Quale “verità” c’è dietro la voce che dà forza e energia alla voce? Cosa sta proteggendo la voce?
(teniamo presente che lo scopo di TUTTE le voci è di proteggere una parte ferita in passato)

Vi passo una possibile risposta direttamente con l’esercizio. Parla l’adulto in noi.

“Sento che ti arrabbi quando mi giudichi un pigro e quando sei convinto che io sia un fallito, ma questi giudizi sono falsi, caro (tuo nome). Ti stai arrabbiando con me perchè hai paura o perchè non vuoi rivolgere la rabbia a chi andrebbe indirizzata. Questo tipo di rabbia è solo una fuga dalla verità, un autosabotaggio per non affrontare il dolore. In verità sei arrabbiato con la mamma per tutte quelle volte che ti ha picchiato, e visto che eri piccolo e dipendevi dai genitori, non potevi difenderti.

Allora cosa hai fatto? Hai creduto che è tutta colpa tua se la mamma beve e se ha dei problemi e quindi hai scaricato la rabbia su di te. I giudizi che stai alimentando ti servono per alimentare la rabbia e per non sentire il grande dolore che sta dietro la rabbia. Ma sappi che va bene così, non ti sto giudicando, ma è giusto che ti dica la verità, che è che tu non ne hai colpa. Non potevi aiutare la mamma e nemmeno salvarla. Quello è un problema suo e non tuo, mio caro (tuo nome). La mamma aveva molti problemi con sè stessa e non riusciva a gestire la propria vita e per quello che gestiva male la tua, e anzi, su di te purtroppo scaricava le proprie rabbie e rancori vari, ma non è colpa tua.
Anzi, per me sei il mio eroe. Sì!   :-)

E sai perchè?

Perchè nonostante le grandissime difficoltà sei riuscito a sopravvivere e oggi hai una vita in cui (breve descrizione dei risultati finora raggiunti o delle qualità personali/talenti). Hai avuto una forza e un coraggio enorme per arrivare al punto di oggi e voglio dirti che sono fiero di te. D’oggi in poi potrai contare su di me come la tua mamma e il tuo papà interni e con me hai tutto il diritto di esprimere la tua rabbia.

Ti voglio bene.”


Durante o dopo l’esercizio dovrebbe avvenire un cambiamento che si sente a livello fisico/emotivo: può essere una maggiore serenità, un pianto, una liberazione, meno contrazione, la mente che si calma, ecc. Se non è cambiato nulla significa che non avete ancora scoperto il o i veri motivi per il vostro disagio.

Potete parlarvi più volte, perchè tenete presente che state facendo un processo totalmente naturale: state parlando da mamma e papà al vostro bambino. Cosa c’è di più naturale di questo?    :-)

P.S.: se lo fate a voce alta è meglio.


E’ chiaro che con quel dialogo non si risolve tutto subito, ma si instaura un nuovo, sano rapporto che probabilmente mancava fra voi e il bambino, cioè fra il bambino e i genitori interiori (l’adulto). Con la pratica, con sempre maggiore consapevolezza e col tempo, il legame adulto/bambino sostituisce il legame voci/bambino e così vi liberate piano piano dagli autosabotaggi in modo naturale e stabile.

Aljaz